venerdì 31 agosto 2012
NUOVA DIDATTICA: Talenti non comuni
NUOVA DIDATTICA: Talenti non comuni: Talenti non comuni Bambini dotati, prodigi e savant ll possesso di capacità ben superiori a quelle tipiche della loro età, i bambi...
NUOVA DIDATTICA: Una molteplicità di intelligenze
NUOVA DIDATTICA: Una molteplicità di intelligenze: Una molteplicità di intelligenze All'idea dell'esistenza di un'unica intelligenza definibile in termini di QI è meglio sostituire q...
NUOVA DIDATTICA: ROGER SPERRY – I DUE CERVELLI
NUOVA DIDATTICA: ROGER SPERRY – I DUE CERVELLI: ROGER SPERRY – I DUE CERVELLI Fino agli anni ’60 ero in uso curare persone affette da forme particolarmente gravi di epilessia...
NUOVA DIDATTICA: ROGER SPERRY E LA SUA SCUOLA
NUOVA DIDATTICA: ROGER SPERRY E LA SUA SCUOLA: ROGER SPERRY E LA SUA SCUOLA “Quanto è grande il ruolo che l’eredità gioca nel comportamento? Nei più bassi vertebrati, a...
NUOVA DIDATTICA: DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA'
NUOVA DIDATTICA: DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA': DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA' Secondo una nuova teoria, questo disturbo del comportamento può insorgere quan...
NUOVA DIDATTICA: Perché i Finlandesi sono i più bravi?
NUOVA DIDATTICA: Perché i Finlandesi sono i più bravi?: Perché i Finlandesi sono i più bravi? Sono passate da poco le 8 e Juxu, 13 anni, appende cappotto e cuffia all'attaccapann...
NUOVA DIDATTICA: NUOVA DIDATTICA - INTRODUZIONE
NUOVA DIDATTICA: NUOVA DIDATTICA - INTRODUZIONE: gabry nuova didattica - Cerca con Google : "- Inviata con Google Toolbar" Introduzione L'attuale insegnamento è basato sull'apprendime...
NUOVA DIDATTICA: IPad in classe in una scuola media di Genova Voltr...
NUOVA DIDATTICA: IPad in classe in una scuola media di Genova Voltr...: IPad in classe in una scuola media di Genova Voltri Educazione sfida tecnologica. Un’esperienza genovese: l’utilizzo dell’...
NUOVA DIDATTICA: Jerome Bruner, cultura, mente e linguaggio
NUOVA DIDATTICA: Jerome Bruner, cultura, mente e linguaggio: Jerome Bruner, cultura, mente e linguaggio Jerome Seymour Bruner ( New York , 1 ottobre 1915 ) è uno psicologo statunit...
giovedì 30 agosto 2012
NUOVA DIDATTICA: roger sperry
NUOVA DIDATTICA: roger sperry: ROGER SPERRY "La potenza causale di un' idea, o di un ideale, non e' meno reale di quella di una molecola, di una cellula o di un...
NUOVA DIDATTICA: AUTONOMIA SCOLASTICA: ANCORA TUTTO DA FARE
NUOVA DIDATTICA: AUTONOMIA SCOLASTICA: ANCORA TUTTO DA FARE: "AUTONOMIA SCOLASTICA: ANCORA TUTTO DA FARE" STANDARD COMUNI PER COMBATTERE IL GAP NORD-SUD Autonomia scolastica, governance e valut...
NUOVA DIDATTICA: Come i bambini apprendono le parole
NUOVA DIDATTICA: Come i bambini apprendono le parole: Come i bambini apprendono le parole La capacità naturale del bambino di apprendere le parole dal contesto può essere stimolata d...
NUOVA DIDATTICA: l'insegnamento bimodale da R. Sperry a S. Krashen
NUOVA DIDATTICA: l'insegnamento bimodale da R. Sperry a S. Krashen: Se ci troviamo di fronte un allievo che è meno propenso a parlare correttamente ed è più propenso ad usare la comunicazione corporea (gesto...
NUOVA DIDATTICA: DALLA MEMORIA EMOTIVA ALLA COGNIZIONE
NUOVA DIDATTICA: DALLA MEMORIA EMOTIVA ALLA COGNIZIONE: DALLA MEMORIA EMOTIVA ALLA COGNIZIONE Il sistema amigdala - ippocampo Essa si esprime nello stesso modo negli animali e negli uo...
NUOVA DIDATTICA: La rivoluzione digitale
NUOVA DIDATTICA: La rivoluzione digitale: La rivoluzione digitale Negli ultimi anni in nessun altro settore dell’editoria i cambiamenti sono stati così significativi. Dai...
NUOVA DIDATTICA: L’apprendimento personalizzato
NUOVA DIDATTICA: L’apprendimento personalizzato: L’apprendimento personalizzato Apprendimento personalizzato significa adattare gli ambienti, i percorsi e gli approcci didatt...
NUOVA DIDATTICA: La rivoluzione digitale
NUOVA DIDATTICA: La rivoluzione digitale: La rivoluzione digitale Negli ultimi anni in nessun altro settore dell’editoria i cambiamenti sono stati così significativi. Dai...
NUOVA DIDATTICA: EMISFERI CEREBRALI ED EVOLUZIONE
NUOVA DIDATTICA: EMISFERI CEREBRALI ED EVOLUZIONE: EMISFERI CEREBRALI ED EVOLUZIONE I due emisferi cerebrali rappresentano simbolicamente un modello di "coppia di opposti" che ...
NUOVA DIDATTICA: Paul D. MacLean, cervello tripartito e cognizione
NUOVA DIDATTICA: Paul D. MacLean, cervello tripartito e cognizione: Paul D. MacLean, cervello tripartito e cognizione Paul D. MacLean (1970/1990) ha elaborato un modello della struttura e de...
NUOVA DIDATTICA: L'insegnamento bimodale da R. Sperry a S. Krashen ...
NUOVA DIDATTICA: L'insegnamento bimodale da R. Sperry a S. Krashen ...: L'insegnamento bimodale da R. Sperry a S. Krashen e capacità cerebrali da 4 a 21 anni! Se ci troviamo di fronte un allievo che...
NUOVA DIDATTICA: Freud e la scienza
NUOVA DIDATTICA: Freud e la scienza: La vita cosciente è influenzata da eventi ormai dimenticati. Freud e la scienza I ricordi cancellati e l'inconscio co...
NUOVA DIDATTICA: Henry Gustav Molaison e i disturbi della memoria
NUOVA DIDATTICA: Henry Gustav Molaison e i disturbi della memoria: Henry Gustav Molaison e i disturbi della memoria Henry Gustav Molaison , conosciuto anche come H.M. o Henry H. ( Brooklyn ,...
NUOVA DIDATTICA: Gli Istituti comprensivi di “quarta” generazione
NUOVA DIDATTICA: Gli Istituti comprensivi di “quarta” generazione: Gli Istituti comprensivi di “quarta” generazione Una storia che viene da lontano Sono ormai 18 anni che funzionano gli istitu...
NUOVA DIDATTICA: Il rilancio degli Istituti Comprensivi
NUOVA DIDATTICA: Il rilancio degli Istituti Comprensivi: Il rilancio degli Istituti Comprensivi Da quasi vent’anni si sostiene che l’istituto comprensivo, cioè l’aggregazione ...
NUOVA DIDATTICA: Alla ricerca della memoria perduta
NUOVA DIDATTICA: Alla ricerca della memoria perduta: Alla ricerca della memoria perduta Ancora sul famoso caso del paziente H. M. La storia delle neuroscienze è costellata da...
NUOVA DIDATTICA: La grammatica è innata nel cervello
NUOVA DIDATTICA: La grammatica è innata nel cervello: La scoperta fatta da ricercatori italiani e tedeschi La grammatica è innata nel cervello I risultati della ricerca su «N...
NUOVA DIDATTICA: La distruzione dell’area 46. La personalità deviat...
NUOVA DIDATTICA: La distruzione dell’area 46. La personalità deviat...: La distruzione dell’area 46. La personalità deviata. Lo strano caso di Phineas P. Gage Risale a Cartesio quella separazion...
NUOVA DIDATTICA: Il nostro io è nell’area 46
NUOVA DIDATTICA: Il nostro io è nell’area 46: Il nostro io è nell’area 46 Una grande sfida per i neuroscienziati é individuare le aree della corteccia cerebrale che...
William Heard Kilpatrick
William
Heard Kilpatrick
(1871 –
1965), pedagogista statunitense, collega e
collaboratore di John Dewey, con il quale operò
presso Il Teacher’s College della Columbia University a partire dal 1909. E’ noto in modo particolare per aver ideato e
realizzato il “metodo dei progetti”.
Secondo Kilpatrick il sapere deve
essere soprattutto invenzione, scoperta. Non ci si può limitare a un “problema
stretto del metodo” (come insegnare una disciplina) ma ci si deve aprire a un “largo problema del metodo”. Il
metodo di insegnamento deve infatti anche porsi il problema dei valori in gioco
e dei fini da perseguire. La scelta del
metodo di insegnamento ha un valore sociale e
politico (per costruire la società democratica cui Kilpatrick è legato
è necessaria una consapevole azione
educativa). Per Kilpatrick l’individuo agisce in funzione di fini: ogni azione
intenzionale si concretizza in un “progetto”. Il metodo di insegnamento
migliore è di conseguenza un metodo di “progetti”. I progetti individuati da Kilpatrick sono i seguenti: 1.
progetto del produttore, il cui scopo è produrre qualcosa di pratico e
operativo; 2. progetto del consumatore (progetto con cui si usa qualcosa e se
ne gode esteticamente); 3. progetto di un problema (progetto di tipo
intellettuale) il cui proposito è di far luce su qualche difficoltà
concettuale; 4. progetto di apprendimento specifico, il cui proposito è
perseguire un qualche tipo di abilità o conoscenza (lettura, scrittura, ecc.).
Come si vede, la soluzione dei
problemi intellettuali, che per Dewey era la priorità, costituisce qui solo uno degli aspetti del
metodo. Kilpatrick, da buon attivista, non rinuncia, come farà invece il
cognitivismo didattico e lo strutturalismo, alla presenza di attività pratiche nella
scuola. Soprattutto, a differenza di Washburne, egli non separa le conoscenze
strumentali dal sapere vitale e progettuale. Ogni attività didattica deve
sempre partire dall’interesse e configurarsi come “progetto”.
Come iniziare a lavorare per progetti?
Secondo Kilpatrick, ci sono tre cose che l’insegnante potrebbe fare fin da subito: 1. trasformare gradualmente il
lavoro di classe in un lavoro per progetti; 2. riservare almeno mezz’ora al
giorno al lavoro libero (è il terreno di prova per poi intraprendere progetti
che richiedono più tempo); 3. mantenere alcune attività fuori dal programma.
![]() |
| John Dewey e William Heard Kilpatrick |
Bibliografia
Borghi Lamberto (1953), Il metodo dei progetti. Un capitolo della
storia dell’educazione attiva (con testi di W.H.Kilpatrick), La Nuova
Italia, Firenze.
Kilpatrick William Heard (1962), I fondamenti del metodo. Conversazioni sui
problemi dell’insegnamento, La Nuova Italia, Firenze (tit. orig., Foundations of Method. Informal Talks on Teaching, The Macmillan Company, New York, 1936).
Kilpatrick William Heard, Educazione
per una civiltà in cammino, La Nuova Italia, Firenze 1952 (ed. orig. 1932).
Ricerche
William Heard Kilpatrick (White Plains, 20 novembre 1871 – New York, 13 febbraio 1965) è stato un pedagogista statunitense.
Terminato con successo il percorso
scolastico, cominciò la sua carriera come insegnante di matematica
presso il Blakely Institute, una scuola che comprendeva sia il livello
elementare che secondario. In occasione di un seminario sull'educazione,
che frequentò durante l'estate del 1892,
ebbe modo di conoscere le teorie dei pedagogisti Friedrich
Froebel (1782-1852),
ideatore dei “giardini d'infanzia”, e Johann Heinrich Pestalozzi
(1746-1827) il quale, criticando la società del suo tempo che aveva deluso
![]() |
| William Heard Kilpatrick ed Eleanor Roosevelt |
gli
ideali promossi dalla Rivoluzione francese,
sviluppò un modello educativo che coglieva “l'innesto strettissimo tra
pedagogia e società attraverso la disciplina e il lavoro, ma anche la
formazione dell'uomo vista come esercizio della libertà e della partecipazione
alla vita collettiva, economica e sociale”; uomo inteso come un'unità di
“cuore”, “mente” e “mano”, rispettoso di quegli ideali di libertà e uguaglianza
posti a fondamento della “società ideale”. Kilpatrick rimase colpito anche dal
suo professore, Otis Ashmore, il quale gli raccontò dell'esperienza fatta in
una sua classe presso la Chatham Academy a Savannah:
gli studenti, stimolati nell'interesse, erano stati in grado di studiare da
soli senza la sua supervisione. L'esempio di Ashmore, come Kilpatrick dichiarò
in seguito, fu all'origine del suo articolo sul Metodo dei Progetti, che
scrisse nel 1918
e lo rese famoso.
L'incontro decisivo fu però quello con
John Dewey
(1859-1952), grande pedagogista attivista del novecento, che nel 1904
lasciò Chicago per insegnare presso il Teachers College della Columbia University
(T.C.C.U.), dove Kilpatrick, nel frattempo, si era iscritto come studente nel 1907.
Kilpatrick frequentò tutti i corsi tenuti da Dewey e decise di fare della
Filosofia dell'Educazione la sua specialità. Nel 1908
Kilpatrick scrisse nel suo diario: “Il professor Dewey ha veramente fatto la
differenza nel mio pensiero” e Dewey, a sua volta, scrisse di William: “È il
miglior allievo che io abbia mai avuto”. Tra i due nascerà poi una lunga
collaborazione, che durerà fino alla morte di Dewey.
![]() |
| William Heard Kilpatrick in Cina |
Kilpatrick spese il resto della sua
carriera professionale presso il T.C.C.U. guadagnandosi addirittura il titolo
di “Million Dollar Professor”, per via del generoso incasso procurato
all'università dal grande afflusso di studenti che vi si iscrivevano per
partecipare alle sue apprezzatissime lezioni “attive”. Ebbe modo, tuttavia, di
portare il suo contributo anche in molte altre università degli Stati Uniti
(tra cui Knoxville,
Kentucky,
North Carolina,
Minnesota)
e di viaggiare in tutto il mondo per confrontarsi con importanti educatori in Italia,
Svizzera,
Francia,
Europa
e Asia.
Dopo una vita lunga, ricca di meriti e
riconoscimenti, morì all'età di 93 anni il 13 febbraio del 1965.
Iscriviti a:
Post (Atom)


